E tutti a casa, sotto le coperte qualche canzone c’è rimasta chiusa dentro al pianoforte, lasciamo qui gli ultimi pensieri, buonanotte ai sognatori agli amori nati ieri buonanotte a chi farà una buonanotte anche ai lupi solitari a chi scrive contro i muri e alla fine… buonanotte ai suonatori.
(Pooh, 1995)
La baia è dei porci ma stavolta Castro e Kennedy non c’entrano. Però è un bello smacco perché il giovane pirata Alan Ellis, arrestato nel 2007 in gran Bretagna è stato scagionato dall’accusa di frode e pirateria informatica ai danni delle case discografiche. Lui che aveva fondato OiNK, 200mila iscritti e 21mln di brani scaricati, scrive sul sito di essere “unanimously declared not guilty”. Ma niente interviste, “please”. Quanto ai maiali, riprenderanno a grugnire? “Absolutely not”. Per i cani in preda al mal di mare c’è l’Acepromazina. E per i porci?
Dalla Svezia con furore
Svedesi. Non solo fiammiferi. Arrivarono per primi in Groenlandia e Canada. Duemila anni dopo inventarono il porno. Poi inondarono di cellulari l’Europa. Poi ancora mobili a basso costo, per tutti. Insomma, molto socievoli. Tranne qualche solitario tennista. Da qualche tempo si sono reinventati come pirati. Non hanno l’aspetto torvo e vissuto. Quasi non hanno trent’anni. Ma fanno i pirati. Come Gottfrid Svartholm e Fredrik Neij. Sono quelli della Baia, e navigano nella rete. Illegalmente?
Per molti ci vuole una vita per ribellarsi, mentre al cinema bastano 16 minuti. La ciurma di Terry Gilliam è composta da vecchi impiegati della Crimson Permanent Assurance. Un’azienda un palazzo. Ma stavolta, anche se la vita è agra, non c’è nessun Pirellone da far saltare in aria. Dal pennone penzoleranno i nuovi giovani amministratori, mentre i vecchi travet trasformati in pirati, salperanno con tutto l’edificio alla ricerca di centri finanziari da saccheggiare. La loro prima vittima è la Very Big Corporation of America. Ce ne saranno altre e altre ancora. Sempre che la terra sia davvero rotonda.
«Quando tornò di nuovo in camera da letto si fermò nuda davanti allo specchio del guardaroba ed esaminò con stupore il proprio corpo. Pesava quaranta chili circa ed era alta più o meno centocinquanta centimetri. E per quello non è che potesse fare granché. Aveva membra sottili come quelle di una bambola, mani piccole e fianchi efebici…». Stieg Larsson ha lasciato da sola la sua Lisbeth Salander: sola con quel drago che dalla spalla le scende fino alla coscia, e una visione algebrica del mondo. La piccola Lisbeth, anoressica ma agile, fragile ma rabbiosa, è una ragazza di venticinque anni dallo sguardo duro, dark, truccato a fondo, ma pronto a esplodere libero. Lisbeth faccia lunatica, scostante, fuori dalle righe, che si accende davanti a un monitor e scorre rapida le sue mani magre sulla tastiera. Lisbeth maniacale, scrupolosa, che non vuole farsi usare. Lisbeth senza paura. Ribelle anche a un immaginario esclusivamente maschile, quello degli hacker. I pirati informatici. Lisbeth è una di loro.
Ciurma!… questo silenzio cos’è?! Sveglia!… tutti a rapporto da me! Spugna!!! Pendaglio da forca! … possibile che nessuno si muova?! … ma sono o no il comandante di questa lurida nave?!… di questa lurida nave?! Sono o non sono il Capitan Uncino, ah? e allora quando vi chiamo lasciate tutto e correte e fate presto perché chi arriva tardi lo sbrano! Avanti chi mi dà notizie di Peter Pan? Lo voglio vivo però quando lo acchiappo non so che cosa gli farò.
Si prende gioco di me e fa il gradasso perché quei branchi di mocciosi lo stanno ad ascoltare lo credono un eroe! Ma è solo un qualunquista, un esibizionista di tutti i miei nemici è il più pericoloso, è il primo della lista. Ma a voi vi sembra giusto durante un duello ha preso la mia mano l’ha data in pasto a quel dannato coccodrillo! Ma non la passa liscia gliela farò pagare con le mie stesse mani, anzi, col mio uncino io lo dovrò scannare! Eccolo, in vista!… E’ lui con tutta la banda! Meglio!… che questa volta si arrenda!… Non voglio prigionieri!… mi basta solo un ostaggio! … la ragione è dalla vostra parte ricordatevelo!… Avanti all’arrembaggio, … avanti all’arrembaggio! Sono o non sono il Capitan Uncino, ah? e allora avanti col coro! Cantate tutti con me e ripetete con me gli slogan che vi ho insegnato! Veri pirati noi siam! Contro il sistema lottiam! Ci esercitiamo a scuola a far la faccia dura per fare più paura! Ma cosa c’è di male? Ma cosa c’è di strano Facciamo un gran casino ma in fondo lavoriam per Capitan Uncino!…
Io sono il professore della rivoluzione! della pirateria io sono la teoria il faro illuminante! Ma lo capite o no? Ve lo rispiegherò! Per scuotere la gente non bastano i discorsi ci vogliono le bombe! Io ero un benestante, non mi mancava niente, ma i soldi di papà li spendo tutti qua a combattere sul fronte! Chi si arruolerà un bel tatuaggio avrà! Ma da quel trampolino io chi non vuol firmare lo sbatto giù nel mare!… …Si batte la fiacca, eh? Io mi sacrifico per voi e questo è il vostro ringraziamento? Veri pirati noi siam! Contro il sistema lottiam! Ci esercitiamo a scuola a far la faccia dura per fare più paura! Ma cosa c’è di male? Ma cosa c’è di strano? Facciamo un gran casino ma in fondo lavoriam per Capitan Uncino!…
(-5) La cicatrice triste di Capitan Harlock
“Io mi batto solo per quello in cui credo. Non per uno stato o un pianeta in particolare. Lotto solamente per gli ideali che ho nel cuore. Io erro lungo le rotte delle stelle. La gente mi chiama Capitan Harlock, nell’oscuro mare stellare, nello spazio infinito e senza domani, finché ci sarà anche un unico sole che arde nel cosmo, io vivrò in libertà sotto il mio vessillo. Io vago per i confni dello spazio, il “black jack” è issato sulla mia nave, e con questa bandiera che sventola tra le stelle, io vivo in libertà. L’universo è la mia casa, la voce sommessa di questo mare infinito mi invoca, e mi invita a vivere senza catene, la mia bandiera è un simbolo di libertà.”
Cupo, silenzioso, con una lunga cicatrice che gli taglia il viso ed una benda sull’occhio destro, un lungo mantello volteggia intorno a lui, sul suo fianco sinistro pende una spada e sul destro una pistola. Il suo oceano si chiama cosmo, la sua nava Arcadia. E’ Capitan Harlock. Non si conosce il suo vero passato, pochi accenni a una vita precedente come marinaio sulla Terra e una famiglia di grande tradizione militare. Così ha voluto il suo creatore Leiji Matsumoto nel manga del 1977. Quello che ricordo di Harlock è l’immagine di un ragazzo controllato e autoritario, che nasconde la solitudine nella eleganza, con la sua bellezza sfregiata dal mistero.
I sottomarini sono infidi, scorretti e dannatamente non nello stile inglese. Gli equipaggi dei sottomarini catturati dovrebbero essere trattati come i pirati ed impiccati”. Parola dell’ammiraglio Arthur Wilson, e non solo lui. Oltre dieci anni dopo, nel 1914 il luogotenente lomandante Max Horton innalzò la Jolly Roger entrando in porto col suo sommergibile di ritorno dall’aver affondato una corazzata e un incrociatore tedeschi. Durante la seconda guerra mondiale, i sommergibili della Royal Navy ottennero 5 delle 14 Victoria Cross assegnate alla Marina. Rientrare alla base sventolando la Jolly Roger dopo un successo, divenne pratica comune. Non era più l’immagine dell’assenza di leggi, ma quella del coraggio e della segretezza. Oggi la Jolly Roger è il simbolo del Servizio Sommergibilistico della Marina Inglese.
“
—
(-6) Sono un pirata, sono un signore
A volte sono un bastardo e a volte un buono a volte non so neppure come io sono mi piace qualunque cosa che è proibita ma vivo di cose semplici, vivo la vita
Io donne ne ho avute tante che mi han capito e altre che in mala fede mi han ferito ma è arrivato giusto per me il momento per dir come io sono, come io sento
Ti dirò impresto l’anima o io cuore sono un pirata ed un signore più amor proprio che pudore Ti dirò amo la luna e amo il sole sono un pirata ed un signore professionista nell’amore
C’è chi mi dice adesso che son più buono e là dove condannavo oggi perdono non vado a un appuntamento senza un fiore ma non confondo il sesso con l’amore
non vado a un appuntamento senza un fiore ma non confondo il sesso con l’amore
Ti dirò impresto l’anima o io cuore sono un pirata ed un signore più amor proprio che pudore Ti dirò amo la luna e amo il sole sono un pirata ed un signore professionista nell’amore
Ti dirò, impresto l’anima o io cuore sono un pirata ed un signore più amor proprio che pudore Ti dirò…
Tanti Jolly per ogni Pirata. Calico Jack Rackham e Thomas Tew usavano una variante con due spade al posto delle ossa. Barbanera Edward Teach usava uno scheletro che reggeva una clessidra in una mano e una spada o una freccia nell’altra, messi al fianco di un cuore sanguinante. Bartholomew Roberts noto come Black Bart di varianti ne usava due: un uomo e uno scheletro, che regge una spada o una freccia in una mano e una clessidra o una tazza nell’altra brindando alla morte, oppure un uomo armato in piedi su due teschi sopra le lettere ABH e AMH (un avviso per gli abitanti di Barbados e Martinica che la morte li attendeva). A ciascuno il suo Jolly Roger.